I d e a s

 

Queste che seguono sono alcune considerazioni sulle auto-produzioni musicali (e non solo), buttate giù in buona parte durante il corso di questa estate. Con tutta probabilità non avrebbero trovato alcuna scrittura se non fosse stato per le riflessioni ed i dibattiti che abbiamo affrontato, non senza passione, all′interno di (L)eft. In ultimo contengono un′idea che, probabilmente, andrebbe estesa anche al circuito delle tele-street: sulla possibilità di sviluppare, anche grazie alle produzioni musicali libere, una narrazione video autonoma.

Note brevi su (L)eft, auto-produzioni e movimenti
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Questo breve scritto è la versione rivista della relazione stesa nell'inverno 2004. Questa era il frutto di un dibattito collettivo che ci siamo trovati ad affrontare a partire dall'ottobre di quello stesso anno. Come cambiava la figura del creatore di musica, del musicista, in seguito alle trasformazioni che hanno investito l'economia mondiale negli ultimi anni? E come cambiavano le modalità di distribuzione dei prodotti musicali in seguito all'espansione delle ICT? Questi erano i quesiti ai quali abbiamo provato a rispondere - di certo - in maniera limitata e parziale. In quello stesso periodo prendevano forma sia (L)eft, coordinamento delle produzioni musicali copyleft e no-copyright, che la Ko-Rec. Entrambe le esperienze, anche se su dimensioni e piani abbastanza differenti, in fondo nascevano dalla necessità di rispondere da un lato in maniera abbastanza pragmatica ai quei quesiti, dall'altro di nutrire la nostra utopia di un processo creativo di produzione artistica completamente autonomo dal giogo del capitale.

La Ko-Rec, il mercato, e l'altra musica possibile
Articolo di presentazione dell'etichetta
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I tre contributi che seguono sono stati presentati dagli autori al workshop “La musica, il precariato e le major”, tenutosi a Napoli il 19 febbraio del 2005 presso il centro sociale TNT. Questi contributi, in aggiunta agli altri riportati in questa pagina, al vademecum “Rilasciati!” ed a tutta una serie di documenti che hanno rappresentato un po′ la dorsale storica delle auto–produzioni (musicali e non) sono inoltre inseriti all′interno del (L)eft Survival Kit, presentato al primo meeting delle produzioni musicali copyleft e no–copyright, tenutosi a Bologna il 7 ed 8 maggio 2005.

La costruzione dell′altra musica possibile (Ko–Rec)
Un escursus sul mercato musicale e sulle forme di riappropriazione dei processi produttivi da parte dei musicisti stessi
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Produzioni dal basso: riprendiamoci i meccanismi della produzione (PdB)
[http://www.produzionidalbasso.org]
Una presentazione del progetto ProduzioniDalBasso, dei presupposti politici ed economici che hanno portato alla sua ideazione e creazione e dei suoi possibili sviluppi
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Autoproduzioni e processi di soggettivazione (scarph rec)
[http://www.inventati.org/scarph/]
Si occupa delle possibili dimensioni politiche del fare autoproduzioni all′inizio del terzo millennio
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Indie do it better (Sergio Messina)
[http://www.radiogladio.it/]
Partendo dai cambiamenti che lo sviluppo del web ha reso possibili, prende in esame le differenze, in termini di possibilità di sperimentazione e di agilità di movimento, tra indie e major
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La rivolta consumista? (Ceto Medio)
[http://www.geocities.com/cetomedio/]
Un altro documento interessante per il dibattito su musica pop, music biz, nuove tecnologie di marketing e strategie di resistenza
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